Prima di scegliere
Le tre categorie di DPI
Non tutti i dispositivi sono uguali davanti alla legge. La categoria dice quanto è grave il rischio da cui proteggono, e quanto deve fare il datore di lavoro perché siano davvero efficaci.
Le tre categorie di dispositivi di protezione individuale
| Categoria | Da cosa protegge | Cosa comporta |
| I | Rischi minimi: piccoli urti, detergenti deboli, sole, temperature miti | Autocertificazione del produttore |
| II | Tutto ciò che non è né minimo né grave: la maggior parte dei casi | Esame di tipo da parte di un organismo notificato |
| III | Rischi di danno grave o irreversibile: anticaduta, vie respiratorie, rischio elettrico, alte temperature | Esame di tipo, controllo continuo della produzione e addestramento obbligatorio |
La III categoria non basta consegnarla. Per questi dispositivi la legge chiede addestramento, non solo informazione e formazione: la persona deve aver provato a usarlo, sotto guida, prima di trovarsi nella situazione. Un'imbracatura anticaduta consegnata senza addestramento è un DPI non conforme, anche se il prodotto è perfetto.
EN 388, la sigla dei guanti. Sotto il pittogramma dell'incudine trovi quattro cifre e, dal 2016, una lettera. Le cifre sono abrasione (0-4), taglio con metodo Coup (0-5), strappo (0-4) e perforazione (0-4). La lettera finale, da A a F, indica la resistenza al taglio misurata secondo ISO 13997: è la più affidabile delle due misure del taglio, ed è quella da guardare quando devi scegliere davvero.
Cosa deve fare il datore di lavoro. Valutare il rischio, scegliere il dispositivo adatto a quel rischio, fornirlo gratuitamente, formare all'uso, addestrare quando è di III categoria, verificare che venga effettivamente usato e sostituirlo quando è deteriorato. La consegna è il primo passo, non l'ultimo.